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Associazione Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali

Con sede in Roma, Via Luigi Robecchi Brichetti, 13 - 00154
tel.574922.1- FAX 06-5742404



 

 

PRINCIPI FONDAMENTALI

 

ESECUZIONE

Il regolamento di esecuzione (estratto)
 

ASSISTENZA

Il regolamento per l'erogazione dei trattamenti di assistenza.


 

 

Principi fondamentali

La Cassa istituita con Legge 9/2/1963 N°160, è stata trasformata in Associazione privata, ai sensi del Decreto Legislativo N°509 del 30/6/1994, con Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero del Tesoro in data 11/7/1995.

L'Associazione, iscritta al N°36/95 del Registro delle Persone Giuridiche presso il Tribunale Civile di Roma, provvede ai compiti di previdenza ed assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali iscritti all'albo professionale che esercitano la libera professione con carattere di continuità.

L'Associazione corrisponde le seguenti pensioni:

a) di vecchiaia;

b) di anzianità;

c) di inabilità e di invalidità;

d) ai superstiti, di reversibilità o indirette.

L'Associazione, inoltre, corrisponde le seguenti prestazioni:

a) indennità "una tantum";

b) indennità di maternità.

L'Associazione eroga altresì il trattamento di assistenza con la concessione di provvidenze ordinarie e straordinarie e di sussidi a favore degli iscritti, dei beneficiari di qualsiasi tipo di pensione a carico dell'Associazione stessa e dei loro familiari, nonché a favore di coloro che versino alla Cassa il contributo integrativo (2%).

Si riportano qui di seguito le norme del Regolamento di esecuzione riguardanti il rapporto assicurativo intercorrente fra i ragionieri liberi professionisti e l'Associazione nonché il testo del Regolamento per l'erogazione dei trattamenti di assistenza.



 

 

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Regolamento di esecuzione

ex decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509

TITOLO I

 


 

DELLA ISCRIZIONE E DELLA CANCELLAZIONE

Articolo 1
Requisiti per l'iscrizione

  1. Alla Associazione "Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali", (C.N.P.R.), devono obbligatoriamente iscriversi, ai sensi dell'art. 1, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, tutti i ragionieri e periti commerciali che sono iscritti o che si iscrivono all'Albo professionale dei ragionieri e periti commerciali che esercitano la professione con carattere di continuità.
  2. L'iscrizione alla Associazione è obbligatoria altresì per i ragionieri e periti commerciali che continuano ad esercitare la professione con carattere di continuità anche dopo aver conseguito la pensione a carico dell'Associazione.
  3. La iscrizione all'Associazione è facoltativa per i ragionieri e periti commerciali iscritti a forme di previdenza obbligatoria o beneficiari di altra pensione in conseguenza di diversa attività da loro svolta anche precedentemente alla iscrizione all'Albo professionale.
  4. I ragionieri e periti commerciali con l'iscrizione alla Cassa acquistano la qualità di "associato" dell'Associazione.
     

Articolo 2
Modalità di iscrizione

  1. I ragionieri e periti commerciali che si iscrivono all'Albo professionale e che esercitano la professione con carattere di continuità, sono tenuti, entro sei mesi dalla data in cui si verificano le predette condizioni, a presentare domanda di iscrizione alla Associazione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, da inviare, per conoscenza, al Collegio
  2. professionale di appartenenza. Viceversa, sempre con lettera raccomandata con avviso di ricevimento ed entro lo
  3. stesso termine di sei mesi dalla data di iscrizione all'Albo, coloro che non esercitano la professione con carattere di continuità, sono tenuti a segnalarlo all'Associazione.
  4. Gli interessati possono svolgere gli adempimenti previsti dal primo comma anche rivolgendosi direttamente agli Uffici che ne rilasceranno ricevuta.
  5. La domanda di iscrizione deve riportare i dati anagrafici, il codice fiscale ed il domicilio e deve essere corredata dai seguenti documenti:

    a) certificato di iscrizione all'Albo;
    b) certificato di nascita;
    c) copia dell'attestazione di apertura della partita IVA per la professione di ragioniere e perito commerciale riportante la data di inizio dell'attività;
    d) dichiarazione di non essere iscritto ad altro albo professionale precisando, in caso positivo, di optare per l'iscrizione a questa Associazione;

  6. Gli iscritti all'Albo professionale che comunicano di non esercitare la professione con carattere di continuità devono allegare una dichiarazione di responsabilità, rilasciata ai sensi di legge, dalla quale risulti che non esercitano la professione con carattere di continuità e che non sono titolari di partita IVA quali esercenti la professione di ragioniere e perito commerciale.
  7. In caso di omissione degli adempimenti di cui ai precedenti comma, sul presupposto che chi si è iscritto all'Albo professionale esercita la professione con carattere di continuità, l'iscrizione all'Associazione verrà effettuata di ufficio con comunicazione all'interessato ed al collegio professionale.
  8. Il ragioniere e perito commerciale che sia iscritto, o che si iscriva, anche ad albi professionali relativi ad altre professioni, deve optare per una delle Associazioni o Enti che svolgono attività previdenziale ed assistenziale a favore dei professionisti al cui Albo è iscritto e dovrà versare ogni contribuzione dovuta alla sola Cassa a favore della quale ha esercitato l'opzione.

 

ART. 3

Comunicazioni dei Collegi professionali

 
  1. I Collegi professionali sono tenuti a comunicare per trimestre solare ogni variazione intervenuta nell'Albo professionale.

     

 

ART. 4

Iscrizioni

 
  1. La Giunta esecutiva, entro i centoventi giorni decorrenti dalla data di ricevimento delle domande deve deliberare sulla iscrizione all'associazione del richiedente. La decisione adottata deve essere comunicata all'interessato mediante raccomandata con avviso di ricevimento da inviarsi, per conoscenza, al Collegio di appartenenza.

     

 

ART. 5

Ruolo matricolare

  1. E' istituito presso l'Associazione il ruolo matricolare degli iscritti, nel quale devono essere annotati tutti i provvedimenti adottati nei confronti dei singoli iscritti.

     

  2. Il ruolo, recante l'indicazione della data alla quale è stato aggiornato, deve essere inviato periodicamente ai Collegi professionali che ne cureranno l'affissione nella sede per 15 giorni consecutivi dandone comunicazione a tutti gli iscritti.

ART. 6

Persistenza dell'esercizio professionale

  1. In qualsiasi momento l'Associazione può controllare la sussistenza negli iscritti dei requisiti richiesti con particolare riferimento all'esercizio effettivo della libera professione ed al regolare versamento delle contribuzioni.

     

  2. L'Associazione potrà richiedere periodicamente agli iscritti certificazione rilasciata dall'Ufficio distrettuale delle II.DD. e IVA competenti, attestante l'avvenuta presentazione della dichiarazione annuale in relazione all'esercizio della libera professione nel quinquennio antecedente.

 

ART. 7

Cancellazione

  1. La cancellazione dell'iscritto dalla Cassa avviene nei seguenti casi:

     

    a) per la cancellazione dall'Albo professionale o per trasferimento dall'Albo all'elenco speciale;

    b) per cessazione dell'effettivo esercizio della attività professionale con carattere di continuità; per aversi esercizio della attività professionale con carattere di continuità è necessaria l'iscrizione all'Albo professionale nonché la titolarità della partita I.V.A. rilasciata dall' interessato con il codice di categoria;

    c) per la contemporanea iscrizione ad altra associazione o ente che svolge attività di previdenza ed assistenza a favore dei professionisti iscritti ad altri albi senza che sia stata esercitata opzione.

  2. Il provvedimento di cancellazione, adottato con delibera della Giunta esecutiva, anche di ufficio nei casi in cui il verificarsi di una delle cause di cancellazione risulti da accertamenti di ufficio, ovvero a seguito di comunicazione del Collegio professionale o dell'interessato, deve essere portato a conoscenza dell'interessato mediante raccomandata.
  3. La cancellazione dell'iscritto ha luogo a richiesta dell'interessato quando lo stesso risulti iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria ovvero quando consegue la pensione a carico di altra forma assicurativa.

 

ART. 8

Sospensione

  1. L'iscritto sospeso dall'esercizio della professione per un periodo superiore a sei mesi, viene sospeso per, lo stesso periodo dalla Associazione con provvedimento della Giunta esecutiva da portare a conoscenza dell'interessato mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

     

  2. Resta sospesa altresì l'iscrizione del ragioniere e perito commerciale il quale ha cessato l'attività professionale dopo avere raggiunto i requisiti di iscrizione e di contribuzione necessari per avere diritto alla pensione di vecchiaia.

 

ART. 9

Qualità di Associato

  1. La qualità di associato rivestita di diritto da ogni iscritto e da ogni titolare di pensione diretta, si perde con la cessazione dell'esercizio della libera professione.

     

  2. Non può essere vantato dall'Associato alcuna pretesa o diritto sul patrimonio dell'Associazione, fermo restando il diritto dell'Associato medesimo a ricevere le prestazioni previdenziali eventualmente spettantigli nonché la restituzione dei contributi di cui all'art. 47 del presente Regolamento.

 

ART. 10

Comunicazione dei provvedimenti

  1. L'Associazione è tenuta ad indicare, nel comunicare agli interessati i provvedimenti adottati in materia di iscrizione, di cancellazione, di sospensione dall'iscrizione, di contribuzione, di prestazioni previdenziali o assistenziali, le impugnative che possono essere proposte, gli Organi competenti a deciderle, i termini entro i quali debbono essere proposte, nonché i termini nei quali si può verificare, se si verifica, il "silenzio rifiuto" o il "silenzio assenso".

     

  2. Debbono essere precisati, altresì, i presupposti ed i termini per l'esperimento dell'azione giudiziaria.

 

TITOLO II

DEGLI ORGANI DELLA ASSOCIAZIONE

ARTT. 11 - 31 OMISSIS

TITOLO III

DEL PATRIMONIO, DELLE ENTRATE E DELLA GESTIONE

ARTT. 32 - 34 OMISSIS

 

ART. 35

Contributi

  1. Per assicurare lo svolgimento dei compiti istituzionali dell'Associazione, gli iscritti sono tenuti al versamento di un "contributo soggettivo" e di un "contributo integrativo".

 

 

ART. 36

Contributo soggettivo

  1. Il contributo soggettivo obbligatorio annuo a carico di ogni iscritto all'Associazione e di ogni iscritto all'Albo professionale tenuto all'iscrizione all'Associazione è pari alle seguenti percentuali del reddito professionale netto prodotto nell'anno precedente, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini dell'IRPEF:

     

    a) sul reddito sino a Lire cinquanta milioni 6 per cento;

    b) sul reddito superiore a Lire cinquanta milioni 1,8 per cento;

  2. E' in ogni caso dovuto un contributo minimo di Lire 1.800.000=.
  3. Il contributo previsto al comma 1 è dovuto anche dai titolari di pensioni a carico dell'Associazione che proseguano nell'esercizio della professione. In tal caso non si applica la disposizione di cui al comma 2.
  4. Per coloro che iniziano la professione e che vengano iscritti per la prima volta all'Associazione prima di aver compiuto i trenta anni di età, il contributo di cui ai commi 1 e 2 è ridotto alla metà per l'anno di iscrizione e per i due anni successivi.
  5. Il contributo soggettivo è deducibile ai fini dell'IRPEF ed è comunque considerato come onere personale per il contribuente ai fini della applicazione di qualsiasi altra imposta diretta.

 

ART. 37

Contributo integrativo

  1. Tutti gli iscritti agli albi di ragionieri e periti commerciali devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) e versarne all'Associazione l'ammontare, con le modalità e nei termini di cui all'art. 44, indipendentemente dall'effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore. La maggiorazione è ripetibile nei confronti di quest'ultimo ed il relativo credito è assistito da privilegio di grado pari a quello del credito per prestazioni professionali.

     

  2. Le associazioni o società di professionisti devono applicare la maggiorazione percentuale di cui al comma 1 per la quota di competenza di ogni associato iscritto all'Albo dei ragionieri e periti commerciali. L'ammontare complessivo annuo delle maggiorazioni obbligatorie dovute all'Associazione dal singolo professionista è calcolato su una percentuale del volume di affari della associazione o società pari alla percentuale degli utili spettanti al professionista stesso.
  3. Gli iscritti all'Associazione, ad eccezione dei titolari di pensione a carico dell'Associazione che proseguono nell'esercizio della professione, devono versare annualmente, per il medesimo titolo di cui al comma 1, un importo annuo risultante dall'applicazione della maggiorazione percentuale ad un volume di affari pari a quindici volte il contributo minimo di cui all'art. 36, comma 2, dovuto per l'anno stesso, pari a £. 540.000=.
  4. Salvo quanto previsto dall'art.40, la maggiorazione percentuale di cui al comma 1 del presente articolo è stabilita nella misura del 2 per cento.
  5. La maggiorazione percentuale di cui al comma 1 non concorre a formare il reddito professionale e non costituisce base imponibile ai fini dell'IRPEF.

 

ART. 38

Frazionalità dei contributi ed inattività professionale

 
  1. I contributi minimi di cui agli articoli 36 e 37 sono commisurati in dodicesimi ai mesi di effettiva iscrizione all'Associazione nell'anno solare, secondo le modalità stabilite con delibera del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione.

     

  2. I periodi di inattività professionale non comportano la perdita dell'anzianità di iscrizione, purché sia mantenuta l'iscrizione all'Albo e i periodi stessi siano dovuti:

    a) inabilità, debitamente provata, per malattia o altre cause;

    b) permanenza all'estero per motivi di studio;

    c) mandato elettorale a livello europeo, nazionale e regionale, esercizio delle funzioni di ministro, di presidente della Giunta provinciale, di sindaco di comune capoluogo di provincia o con popolazione superiore a cinquantamila abitanti.

  3. Durante i periodi di inattività professionale di cui al comma 2 gli iscritti devono comunque corrispondere i contributi previsti dagli articoli 36 e 37. Essi possono supplire alle deficienze di reddito professionale rispetto a quello massimo conseguito nel quinquennio anteriore al periodo di inattività rivalutato a norma dell'art. 41, versando volontariamente il contributo di cui all'art. 36, rapportato al reddito stesso, nonché il contributo di cui all'art. 37, rapportato ad un volume di affari pari a quindici volte il contributo soggettivo complessivamente versato. Ai fini del calcolo della pensione, il reddito professionale annuo sarà assunto nella misura presa a base per la contribuzione.

 

ART. 39

Reddito professionale

  1. Per reddito professionale si intende il reddito di cui all'art. 49, comma 1 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

     

 

ART. 40

Variabilità dei contributi

  1. Le percentuali di cui all'art. 36, comma 1, lettere a) e b) e la misura del contributo minimo di cui al comma 2 del medesimo articolo, nonché la percentuale di cui all'art. 37, comma 4, possono essere variate in relazione alle indicazioni risultanti dal bilancio tecnico con deliberazione del Comitato dei delegati soggetta alla procedura di cui all'art. 15 della legge 30 dicembre 1991, n .414.

     

 

ART. 41

Rivalutazione dei redditi

  1. L'entità del reddito professionale da assumere per il calcolo delle medie di riferimento delle pensioni di cui agli articoli 49, 50, 51, 52, 53 e 54, e l'entità del reddito di cui all'art. 36, comma 2, sono rivalutate secondo l'andamento dell'indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato dall'istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).
  2. A tal fine, il Consiglio di Amministrazione dell'Associazione redige ed aggiorna entro il 31 maggio di ciascun anno, sulla base dei dati pubblicati dall'ISTAT, una apposita tabella dei coefficienti di rivalutazione relativi ad ogni anno.
  3. Ai fini della rivalutazione, si considera la variazione fra i coefficienti relativi all'anno di produzione dei redditi e quelli dell'anno precedente a quello di maturazione del diritto alla pensione.
  4. Gli importi dei redditi da rivalutare sono stati indicati negli articoli del presente Regolamento, richiamati dal comma 1, con riferimento all'anno 1992, pertanto gli importi riportati negli articoli stessi devono essere rivalutati a partire da detto anno.

ART. 42

Rivalutazione delle pensioni e dei contributi

  1. Gli importi delle pensioni erogate dall'Associazione sono perequati con delibera del Consiglio di Amministrazione con decorrenza dal 1° gennaio di ogni anno in proporzione alle variazioni dell'indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo di cui all'art. 41, comma 1.

     

  2. Ai fini di cui al comma 1, la variazione percentuale dell'indice relativo al periodo compreso fra il diciottesimo ed il settimo mese anteriore a quello da cui ha effetto l'aumento delle pensioni con il valore medio dell'indice base in relazione al quale è stato effettuato il precedente aumento.
  3. La misura dei trattamenti minimi delle pensioni liquidate secondo le disposizioni della presente legge, calcolate al 1° gennaio di ciascun anno in base alle norme di cui al comma 1, si applicano anche alle pensioni liquidate con decorrenza pari o successiva a tale data.
  4. Nella stessa misura percentuale e con la stessa decorrenza di cui al comma 1 sono adeguati i limiti di reddito di cui all'art. 49, comma 5, all'art. 51, comma 2 e dall'art. 36, comma 1, nonchè il contributo minimo di cui all'art. 36, comma 2, arrotondando i relativi importi alle centomila lire superiori, per i limiti di reddito, e alle diecimila lire superiori, per il contributo minimo.
  5. Gli importi delle pensioni e dei contributi da rivalutare sono stati indicati negli articoli del presente Regolamento, richiamati nei precedenti commi, con riferimento all'anno 1992, pertanto gli importi riportati negli articoli stessi devono essere rivalutati da detto anno.

ART. 43

Comunicazioni obbligatorie all'Associazione - Sanzioni

  1. Tutti gli iscritti agli albi dei ragionieri e periti commerciali che esercitano l'attività professionale devono comunicare all'Associazione con lettera raccomandata, da inviare entro trenta giorni dalla data prescritta per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, l'ammontare del reddito professionale di cui all'art. 36 dichiarato ai fini IRPEF per l'anno precedente, nonché il volume complessivo di affari, di cui all'art. 37 dichiarato ai fini I.V.A. per il medesimo anno. La comunicazione deve essere inviata anche se le dichiarazioni fiscali non sono state presentate o sono negative e deve contenere le indicazioni del codice fiscale e della partita I.V.A. nonché quelle relative allo stato di famiglia.

     

  2. Per il volume di affari dei partecipanti a società o ad associazioni professionali, si applicano i criteri di cui all'art. 37, comma 2.
  3. In caso di morte, la comunicazione di cui al comma 1, relativa all'anno del decesso, se non presentata dall'iscritto, deve essere inviata dai superstiti entro due mesi dalla data in cui ne ricevono richiesta da parte dell'Associazione.
  4. La ritardata, omessa o infedele comunicazione di cui ai comma 1, 2, e 3 comporta la sanzione nel primo caso pari al 10 per cento del contributo dovuto, nel secondo caso pari al 50 per cento del contributo dovuto e nel terzo caso pari al 100 per cento del contributo evaso.
  5. Si intende ritardata la comunicazione presentata o spedita a mezzo di lettera raccomandata entro il novantesimo giorno dal termine di cui al comma 1.
  6. Trascorso il termine di cui al comma 5, la comunicazione si intende omessa a tutti gli effetti.
  7. Si intende infedele la comunicazione resa all'Associazione con l'indicazione di un reddito o di un volume di affari inferiori a quelli dichiarati ai fini dell'IRPEF e dell'IVA.
  8. L'omissione e l'infedeltà della comunicazione non seguita da rettifica nel termine di cui al comma 5, costituiscono, se ripetute, infrazione disciplinare agli effetti delle norme dell'ordinamento professionale della categoria.
  9. Il Consiglio di Amministrazione dell'Associazione predispone il modulo con il quale deve essere resa la comunicazione e devono essere autoliquidati i contributi; stabilisce altresì con deliberazione apposita le modalità per l'applicazione del presente articolo e dell'art. 44.

 

ART. 44

Pagamento dei contributi

 
  1. I contributi minimi di cui all'art. 36, comma 2, e all'art. 37, comma 3, nonché i contributi dovuti per l'indennità di maternità, sono riscossi mediante ruoli ai sensi del comma 5 del presente articolo.
    Le eventuali somme ulteriori dovute rispetto ai contributi minimi sono versate per metà contestualmente alla comunicazione annuale di cui all'art. 43 e per l'altra metà entro il 30 dicembre successivo.

     

  2. Il ritardo nei pagamenti di cui al comma 2 comporta una maggiorazione pari al 15 per cento di quanto dovuto per ciascuna scadenza e l'obbligo del pagamento degli interessi di mora nella misura prevista per le imposte dirette.
  3. Nei casi di omessa, ritardata o infedele comunicazione alla Associazione gli interessi di mora decorrono dal 1° gennaio dell'anno in cui deve essere eseguita la comunicazione.
  4. L'Associazione può provvedere alla riscossione dei contributi insoluti e in genere delle somme e degli interessi di cui al presente articolo e all'art. 43, a mezzo di ruoli da essa compilati, resi esecutivi dall'Autorità statale competente, e da porre in riscossione secondo le norme previste per la riscossine delle imposte dirette.
  5. L'Associazione ha diritto di ottenere in ogni momento dai competenti uffici delle imposte dirette e dell'I.V.A. le informazioni relative alle dichiarazioni ed agli accertamenti definitivi concernenti i ragionieri e periti commerciali nonché i pensionati della categoria.
  6. Avverso l'iscrizione nel ruolo per la riscossione dei contributi, gli interessati possono proporre ricorso, nei soli casi di errori materiali o di doppia iscrizione, alla Giunta esecutiva nel termine di 60 giorni dall'avviso esattoriale di pagamento. La Giunta esecutiva decide sui ricorsi nel termine di 90 giorni dalla data di presentazione del ricorso.
  7. Il ricorso sospende il pagamento dovuto all'esattore giusta il ruolo.
  8. Le date e le modalità di pagamento e di riscossione possono essere modificate con deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione.

 

ART. 45

Prescrizione dei contributi e del diritto alle prestazioni

  1. La prescrizione dei contributi dovuti all'Associazione e di ogni relativo accessorio si compie con il decorso di dieci anni.

     

  2. Per i contributi, gli accessori e le sanzioni, la prescrizione decorre dalla data di invio all'Associazione, da parte dell'obbligato della comunicazione di cui all'art. 43.
  3. La prescrizione del diritto alle prestazioni dell'Associazione si compie con il decorso di cinque anni.

 

ART. 46

Controllo delle comunicazioni

  1. L'Associazione, all'atto della domanda di pensione e di revisione, ha la facoltà di esigere dall'iscritto o dagli aventi diritto a pensione indiretta, la documentazione necessaria a comprovare la corrispondenza tra le comunicazioni inviate all'Associazione e le dichiarazioni annuali dei redditi ai fini dell'IRPEF e del volume di affari ai fini dell'I.V.A.. Limitatamente agli ultimi quindici anni. L'Associazione può altresì inviare questionari per conoscere elementi rilevanti in ordine alla iscrizione e alla contribuzione. In caso di mancata risposta nel termine di novanta giorni, è sospesa la corresponsione della pensione fino alla comunicazione della risposta.

     

 

ART. 47

Restituzione dei contributi

  1. Coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età e che cessino o siano cessati dall'iscrizione all'Associazione senza avere maturato i requisiti assicurativi per il diritto a pensione, possono ottenere la restituzione dei contributi soggettivi versati.

     

  2. La restituzione spetta anche ai superstiti dell'iscritto indicati dall'art. 54 che non hanno diritto alla pensione indiretta.
  3. Sulla somma da restituire è dovuto l'interesse composto del 5 per cento dal 1° gennaio successivo alla data dei relativi pagamenti.
  4. In caso di nuova iscrizione, l'iscritto che abbia richiesto la restituzione dei contributi ai sensi del comma 1, può ripristinare il pregresso periodo di anzianità, versando all'Associazione la somma dei contributi di cui ha ottenuto la restituzione, rivalutata a norma dell'art. 41, comma 3, per il periodo intercorrente tra l'anno di restituzione e l'anno di reiscrizione e maggiorata degli interessi al tasso del 10 per cento a decorrere dalla data dell'ottenuta restituzione.






 

TITOLO IV

DEL TRATTAMENTO PREVIDENZIALE

ART.48

Erogazioni a titolo di previdenza

 

     

  1. I compiti di previdenza vengono attuati mediante la corresponsione di:

     

    a) pensioni di vecchiaia;
    b) pensioni di anzianità;
    c) pensioni di inabilità;
    d) pensioni di invalidità;
    e) pensione ai superstiti, di reversibilità o indiretta;
    f) indennità una tantum;
    g) indennità di maternità.

  2. Le pensioni e le indennità sono corrisposte su domanda degli aventi diritto.
  3. I trattamenti di pensione, in presenza di tutti i requisiti prescritti, decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda per le pensioni indicate al comma 1, lettere b), c) e d) e dal primo giorno del mese successivo al verificarsi dell'evento da cui nasce il diritto, per le pensioni indicate al comma 1, lettere a) ed e).
  4. I trattamenti di pensione sono cumulabili con le pensioni di guerra, con le pensioni dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.) e con qualsiasi altra pensione o assegno o trattamento di natura mutualistica o previdenziale, nonché con le pensioni statali.
  5. Il diritto ai trattamenti di pensione matura al verificarsi delle condizioni previste nel presente regolamento, purché l'iscritto, non abbia richiesto la restituzione dei contributi prevista dall'art. 47, comma 1, salvo che gli stessi siano stati restituiti ai sensi del comma 4 del predetto articolo.

 

ART. 49

Pensione di vecchiaia

  1. La pensione di vecchiaia è corrisposta a coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età, dopo almeno trenta anni di effettiva iscrizione e contribuzione, oppure che abbiano compiuto almeno settanta anni di età dopo almeno 25 anni di effettiva iscrizione e contribuzione.

     

  2. La misura annua della pensione di vecchiaia è pari, per ogni anno di effettiva iscrizione e contribuzione, al 2 per cento della media dei dieci redditi professionali annuali più elevati dichiarati dall'iscritto ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) per gli ultimi quindici anni solari di contribuzione anteriori a quello di maturazione del diritto a pensione.
  3. Per il calcolo della media di cui al comma 2, si considera il reddito professionale soggetto al contributo di cui all'art. 36, comma 1. Per gli anni per i quali è stato pagato il contributo minimo previsto dall'art. 36 , comma 2, il reddito professionale da considerarsi ai fini dalla media predetta è pari a sedici volte il contributo minimo pagato. I redditi professionali annuali dichiarati sono rivalutati a norma dell'art. 41.
  4. La misura annua della pensione non può essere inferiore a 7,25 volte il contributo soggettivo minimo previsto dall'art. 36, comma 2, relativo all'anno anteriore a quello di maturazione del diritto a pensione.
  5. Se la media di cui al comma 2 è superiore a Lire 42,3 milioni la percentuale del 2 per cento di cui al medesimo comma è ridotta:

    a) all'1,71 per cento per lo scaglione di reddito superiore a Lire 42,3 milioni fino a Lire 63,4 milioni;
    b) all'1,43 per cento per lo scaglione di reddito superiore a Lire 63,4 milioni fino a Lire 74,1 milioni;
    c) all'1,4 per cento per lo scaglione di reddito superiore a Lire 74,1 milioni.

  6. Sono comunque fatti salvi i trattamenti in atto se più favorevoli al pensionato.
  7. Coloro che dopo la maturazione del diritto a pensione, continuano l'esercizio della professione, hanno diritto ad un supplemento della pensione, al compimento di ogni biennio di iscrizione e contribuzione che decorre dal pensionamento, o prima del compimento del biennio in caso di cancellazione dall'albo, anche per premorienza. Ciascun supplemento è calcolato, per ogni anno, applicando le percentuali di cui al comma 2 e 5 alla media dei redditi professionali risultanti dalle dichiarazioni dei redditi successive a quelle considerate per il calcolo della pensione. Tali redditi sono rivalutati a norma dell'art. 41.
  8. Ove le condizioni tecnico-finanziarie lo consentano e laddove se ne ravvisi la necessità, il Comitato dei delegati della Cassa può variare la percentuale di cui al comma 2 con deliberazione soggetta alla procedura di cui all'art. 15 della legge 30 dicembre 1991, n. 414. In tal caso devono essere proporzionalmente variate le percentuali di cui al comma 5.

 

ART. 50

Pensione di anzianità
 

  1. La pensione di anzianità è corrisposta a coloro che abbiano compiuto almeno trentacinque anni di effettiva iscrizione e contribuzione all'Associazione.

     

  2. La corresponsione della pensione di anzianità è subordinata alla cancellazione dall'Albo professionale ed è incompatibile con l'iscrizione a qualsiasi altro albo professionale o elenco di lavoratori autonomi e con qualsiasi attività di lavoro dipendente o associato.
  3. La misura annua della pensione di anzianità è determinata con le modalità di cui all'art. 49, commi 2, 3, 4 e 5.
  4. Nei casi di incompatibilità di cui al comma 2, la pensione di anzianità è revocata con effetto dal momento in cui si verifica l'incompatibilità stessa. La pensione, a domanda, sarà ripristinata con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è venuta a cessare la situazione di incompatibilità.

 

ART. 51

Pensione di inabilità
 

  1. La pensione di inabilità spetta all'iscritto qualora concorrano le seguenti condizioni:

    a) la capacità dell'iscritto all'esercizio della professione sia esclusa, a causa di malattia o di infortunio sopravvenuti alla iscrizione, in modo permanente e totale;
    b) l'iscritto abbia compiuto almeno dieci anni, o cinque anni se l'inabilità è causata da infortunio, di effettiva iscrizione e contribuzione.

  2. Per la determinazione della misura annua della pensione di inabilità, compreso il minimo, si applicano le disposizioni di cui all'art. 49. Gli anni di effettiva iscrizione e contribuzione ai quali va commisurata la pensione sono aumentati di dieci, fino a raggiungere il massimo complessivo di trentacinque, salvo che l'iscritto disponga di altri redditi, imponibili o esenti da imposte, in misura complessivamente superiore a ventiquattro milioni annui rivalutabili ai sensi dell'art. 41; si considera a tal fine la media dei redditi del triennio precedente la domanda di pensione di inabilità. Successivamente alla concessione della pensione, il titolare che fruisca del beneficio di cui al comma 2, deve dimostrare ogni tre anni l'entità dei propri redditi nel triennio trascorso, pena la sospensione del beneficio stesso.
  3. La concessione della pensione di inabilità è subordinata alla cancellazione dagli albi professionali ed è revocata in caso di nuova iscrizione.
  4. Entro i dieci anni successivi alla concessione della pensione di inabilità, l'Associazione può in qualsiasi momento assoggettare a revisione la permanenza delle condizioni di inabilità. L'erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che non si presti alla revisione. Trascorsi sei mesi dalla data di sospensione senza che il pensionato si sia sottoposto a revisione, la pensione è revocata di ufficio.

ART. 52

Pensione di invalidità
 

 
  1. La pensione di invalidità spetta all'iscritto la cui capacità all'esercizio della professione sia ridotta in modo continuativo a meno di un terzo, per infermità o difetto fisico o mentale sopravvenuti dopo l'iscrizione. Debbono altresì concorrere le condizioni di cui all'art. 51, comma 1, lettera b).

     

  2. Il diritto alla pensione di invalidità sussiste anche quando l'infermità o il difetto fisico o mentale invalidante preesistano al rapporto previdenziale, purché vi sia stato successivo aggravamento o siano sopraggiunte nuove infermità che abbiano provocato la riduzione a meno di un terzo della capacità lavorativa.
  3. La misura della pensione di invalidità è pari al 70 per cento di quella risultante dall'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 51, comma 2, ferma restando la misura del minimo della pensione prevista dall'art. 49, comma 4.
  4. L'Associazione accerta ogni tre anni, limitatamente alle pensioni di invalidità che all'atto della concessione non siano state dichiarate non revisionabili, la persistenza dell'invalidità, e, tenuto conto anche dell'esercizio professionale eventualmente svolto dal pensionato, conferma o revoca la concessione della pensione. La concessione è definitiva quando l'invalidità, dopo la concessione, sia stata confermata due volte. L'erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che, convocato non si presti, senza giustificato motivo, alla revisione. Trascorsi sei mesi dalla data di sospensione senza che il pensionato si sia sottoposto a revisione, la pensione è revocata di ufficio.
  5. Il pensionato per invalidità che abbia continuato l'esercizio della professione e maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità, può chiedere la liquidazione di queste ultime ai sensi degli articoli 49 e 50, in sostituzione della pensione di invalidità.

 

ART. 53

Norme comuni alle pensioni di inabilità e invalidità
 

 

     

  1. Le modalità per l'accertamento dell'inabilità e dell'invalidità sono stabilite con separato regolamento approvato dal Comitato dei delegati della Cassa con deliberazione sottoposta alla procedura di cui all'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509.

     

  2. In caso di infortunio le pensioni di inabilità e di invalidità non sono concesse, o, se concesse, sono revocate, qualora il danno sia stato risarcito ed il risarcimento ecceda la somma corrispondente alla capitalizzazione, al tasso del 5 per cento, della pensione annua dovuta in base a tariffe predisposte dal Consiglio di Amministrazione della Associazione, sono invece proporzionalmente ridotte nel caso in cui il risarcimento sia inferiore. A tali effetti non si tiene conto del risarcimento derivante da assicurazione per infortuni stipulata dall'iscritto.
  3. In caso di inabilità o invalidità dovute ad infortunio, la Cassa è surrogata nel diritto al risarcimento, ai sensi e nei limiti di cui all'art. 1916 del codice civile, in concorso con l'assicuratore con il quale l'iscritto abbia stipulato l'assicurazione per infortuni di cui al comma 2, ove questi abbia diritto alla surroga.
  4. Nell'ipotesi di cui al comma 2, la pensione, nell'entità stabilita dall'art. 49, viene liquidata solo al raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età.
  5. Il rapporto assicurativo di iscritto che goda di trattamento pensionistico a carico di altro istituto previdenziale, non può dar titolo alla maturazione di pensione di inabilità, di invalidità o indiretta, ma esclusivamente alla liquidazione di supplemento di pensione mediante ricongiunzione presso l'Istituto erogatore.

 

ART. 54

Pensioni di reversibilità e indirette

  1. Le pensioni di cui agli articoli 49 e 50 sono reversibili ai superstiti secondo le disposizioni seguenti:

    a) al coniuge, nella misura del 60 per cento della pensione diretta percepita dal defunto, con una maggiorazione del 20 per cento di tale pensione per ogni figlio minorenne, o maggiorenne inabile a proficuo lavoro, fino ad un massimo complessivo pari al 100 per cento della pensione diretta;
    b) in mancanza del coniuge o alla sua morte, ai figli minorenni o ai maggiorenni inabili a proficuo lavoro, nella misura del 60 per cento della pensione diretta percepita dal defunto per il primo figlio, con una maggiorazione del 20 per cento di tale pensione per ogni altro figlio, fino ad un massimo complessivo pari al 100 per cento della pensione diretta.

  2. Le pensioni di cui agli articoli 51 e 52 sono reversibili ai superstiti alle condizioni e nelle misure di cui al comma 1. Qualora la pensione originaria sia stata concessa prima del compimento del decennio di cui all'art. 51, comma 1, lettera b), la pensione di reversibilità così calcolata è ridotta di un decimo per ogni anno o frazione di anno superiore a sei mesi mancante al compimento del decimo anno.
  3. La pensione indiretta spetta, nei casi ed alle condizioni di cui al comma 1, al coniuge ed ai figli dell'iscritto defunto senza diritto a pensione, sempreché quest'ultimo avesse maturato le condizioni di iscrizione e contribuzione all'Associazione di cui all'art. 51, comma 1, lettera b). Essa è calcolata come la pensione di vecchiaia, con riferimento all'anzianità maturata a tal fine, ferma restando la misura del minimo di cui all'art. 49, comma 4, e spetta nelle percentuali di cui al comma 1, lettera a) e b) del presente articolo.
  4. Ai figli minori sono equiparati i figli che seguono corsi di studio, fino al compimento della durata minima legale del corso di studio seguito e, comunque, nel caso di studi universitari, non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età. I figli adottivi e gli affiliati sono equiparati ai figli legittimi, legittimati e naturali riconosciuti.
  5. Le quote delle pensioni di reversibilità ed indirette erogate per ogni figlio a carico, o per i soli figli superstiti, non costituiscono maggiorazione delle pensioni cui siano applicabili le norme generali sugli assegni familiari.

 

ART. 55

Anzianità contributiva ed assicurativa

  1. Ai fini della maturazione dei requisiti di contribuzione e di assicurazione vanno considerati, come un unico contesto senzasoluzione di continuità, il periodo di iscrizione e la contribuzione versata alla Cassa istituita e disciplinata con legge 9 febbraio 1963, n. 160, e successive modificazioni ed integrazioni, con il periodo di iscrizione e con la contribuzione versata all'Associazione istituita con lo Statuto approvato ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509.

     

 

ART. 56

Pagamento delle pensioni

  1. Le pensioni erogate dalla Cassa sono pagate in tredici mensilità posticipate di eguale importo. La tredicesima mensilità è pagata nel mese di dicembre. La Cassa ha facoltà di effettuare pagamenti con cadenza bimestrale a metà di ciascun bimestre: in tal caso la tredicesima mensilità è corrisposta unitamente alla rata dell'ultimo bimestre.

     

  2. Tutti i pagamenti relativi ai trattamenti erogati dalla Cassa sono arrotondati alle mille lire superiori.



 

TITOLO V

DEL TRATTAMENTO ASSISTENZIALE

ART. 57 OMISSIS

TITOLO VI

DELLA GESTIONE FINANZIARIA

ART. 58 - 63 OMISSIS

TITOLO VII

NORME FINALI

ART. 64 - 66 OMISSIS
 

 

 

 
 

 

   

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Regolamento per l'erogazione dei trattamenti di assistenza

per l'attuazione delle disposizioni di cui all'art. 3, comma 5,dello Statuto della Associazione nonché dell'art. 57 del Regolamento di esecuzione approvati contestualmente al presente regolamento ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n.509.


 

Art. 1

Tipologia dei trattamenti di assistenza

1- Le erogazioni dei trattamenti di cui all'art. 3, comma 5, dello statuto ed all'art. 57 del Regolamento di esecuzione, sono effettuate dal Consiglio di Amministrazione, nei limiti delle disponibilità risultanti dallo stanziamento dell'apposito capitolo di bilancio, ai sensi dell'art. 9, comma 2, lettera a) e comma 3 dello statuto mediante apposito provvedimento adottato sulla base dell'accertamento dei requisiti e dei criteri indicati nel presente Regolamento, per le seguenti prestazioni:

a)
a1) interventi economici aventi particolari incidenza sul bilancio familiare;
a2) assegno di concorso nelle spese di ospitalità in case di riposo per anziani, cronici e/o lungodegenti, o portatori di handicap;
a3)assegno di concorso alle spese per assistenza infermieristica domiciliare;

b)
b1) premi per particolari benemerenze sociali e/o professionali;
b2) borse di studio;
b3) contributo per spese funerarie;
b4) agevolazioni per acquisto di prima casa;
b5) agevolazioni per l'acquisto di primo studio per l'esercizio della professione di ragioniere e perito commerciale.
 

Art. 2

Soggetti beneficiari

1-Le prestazioni indicate alla lettera a) dell'art. 1 sono erogabili a favore degli iscritti alla Cassa, dei beneficiari di qualsiasi tipo di pensione erogata dalla Cassa, nonché di coloro che abbiano versato alla Cassa il contributo di cui all'art. 37 del Regolamento di esecuzione. Sono beneficiari delle suddette prestazioni anche i familiari dei soggetti suindicati, ai sensi degli artt. 433 e seguenti c.c..

2-Non sono cumulabili per lo stesso beneficiario, e comunque nell'ambito dello stesso nucleo familiare (da intendersi quale delineato dall'art.1 della legge n.153 del 13 maggio 1988), le prestazioni indicate nella lettera a) dell'art. 1.

3-Le prestazioni indicate alla lettera b) dell'art. 1 sono erogabili a favore degli iscritti alla Cassa e dei pensionati della Cassa, nonché dei loro superstiti, quali indicate all'art. 54 del Regolamento di esecuzione.
 

Art. 3

Modalità di presentazione delle domande

1-Le domande di erogazione dei trattamenti di assistenza di cui all'art. 1 del presente Regolamento vanno presentate a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, secondo le modalità indicate negli Allegati del presente Regolamento, relativamente a ciascun tipo di trattamento.

2-I termini periodici per la presentazione delle domande sono: 20 marzo, 20 agosto, 20 novembre di ciascun anno, per le prestazioni dell'art. 1 ad eccezione delle borse di studio per le quali la domanda va presentata nel termine del 30 settembre di ciascun anno;

3-Il rispetto dei suddetti termini è provato dalla data del timbro dell'ufficio postale dove è stato effettuato l'invio della domanda.

Art. 4

Modalità di esame delle domande

1-Il Consiglio di Amministrazione esamina le domande di ammissione ai trattamenti di assistenza, non oltre 30 giorni dalle date indicate all'art. 3 per la presentazione.

2-La valutazione delle domande deve essere rigorosamente effettuata in base alla documentazione allegata alla domanda.

3-Il Consiglio può inviare all'interessato richiesta formale, da effettuarsi con raccomandata con avviso di ricevimento, di integrazione della documentazione. Il Consiglio potrà, inoltre, chiedere al Collegio di appartenenza di esprimere la sua valutazione sulla domanda.

4-Il rigetto della domanda da comunicarsi a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o la suddetta richiesta di integrazione della documentazione deve, comunque, essere comunicata non oltre 30 giorni prima della scadenza del successivo termine per la presentazione, indicato all'art. 3 del presente Regolamento.

5-Le domande che, pur ritenute meritevoli di soddisfacimento, sono incapienti per l'avvenuto utilizzo della dotazione finanziaria attribuita al periodo (annuale o infra-annuale) di riferimento, sono ammesse (sempreché sussista, limitatamente alle prestazioni sub lettera a) dell'art. 1 l'attualità dello stato di bisogno, documentabile anche con certificazione inoltrata a mezzo telefax e successivamente prodotta in originale) in posizione di precedenza rispetto alle domande interinalmente pervenute entro il termine successivo di presentazione previsto all'art. 3 suddetto.

Art. 5

Criteri di ripartizione delle risorse finanziarie da destinare ai diversi trattamenti di assistenza

1-Annualmente, in sede di approvazione del bilancio preventivo, il Consiglio di Amministrazione è tenuto ad illustrare, in una apposita relazione allegata al bilancio, i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie da destinare all'erogazione dei diversi trattamenti di assistenza.

2-E' fatto obbligo al Consiglio di Amministrazione di indicare nella relazione suddetta, oltre alle modalità di assegnazione delle entrate al Fondo per l'assistenza anche le modalità di ripartizione delle risorse finanziarie tra le diverse categorie di prestazioni secondo la classificazione di cui alle lettere a) e b) dell'art. 1 del presente Regolamento.

3-Va altresì indicato dettagliatamente l'ammontare delle somme destinate a ciascun periodo correlato alla periodizzazione prevista per la presentazione delle domande di cui all'art. 3 del presente Regolamento.



 

 


 

Allegato A

 

CRITERI PER L'EROGAZIONE DEL TRATTAMENTO DI ASSISTENZA

sub a1), art.1.

Interventi economici aventi particolare incidenza sul bilancio familiare.

Il Consiglio di Amministrazione accerta, su domanda, lo stato di bisogno per l'erogazione degli interventi economici di cui all'art. 1, lett. a1), sulla base dei seguenti criteri di massima:

1. verifica di eventi straordinari ovvero dovuti a caso fortuito o forza maggiore (es. infortunio, calamità naturali, ecc.) che abbiano rilevante incidenza sul bilancio familiare ed espongano i richiedenti aventi titolo a spese ed esborsi documentati, urgenti o di primaria necessità, anche per lo svolgimento dell'attività professionale, e non siano ordinariamente sostenibili, secondo il ragionevole apprezzamento del Consiglio di Amministrazione;

2. sospensione o riduzione forzata per più di tre mesi dell'attività professionale di ragioniere e perito commerciale da parte di iscritto, non titolare di pensione a carico della Cassa o di altra gestione previdenziale, per fatto di malattia o infortunio, accertato da struttura sanitaria pubblica, in assenza di altre fonti di reddito dichiarate per l'anno precedente da parte dei componenti il nucleo familiare atte ad assicurare proventi in misura almeno pari al volume di affari I.V.A. corrispondente a quello di commisurazione del contributo integrativo minimo dovuto nell'anno di erogazione dell'intervento;

3. decesso dell'iscritto o pensionato che abbia procurato, a causa della cessazione dell'attività professionale svolta, situazione di grave difficoltà finanziaria al coniuge superstite ed ai figli minori o maggiorenni inabili a proficuo lavoro, ovvero ai familiari per i quali il deceduto era tenuto agli obblighi di cui agli artt. 433 e seguenti c.c..

Il Consiglio di Amministrazione è competente ad accertare la ricorrenza in fatto dello stato di bisogno, a stabilire ed acquisire la documentazione necessaria alla erogazione della prestazione, a contingentare gli interventi per importo, durata e numero ed a fissarne tempi e modalità.

Gli interventi economici aventi particolari incidenze sul bilancio familiare sono cumulabili con il contributo per spese funerarie sub b4), art. 1.




 

Documentazione

I richiedenti aventi titolo sono tenuti a presentare domanda ai sensi dell'art. 3 del presente Regolamento.

Alla domanda dovrà essere allegata la seguente documentazione a pena di inammissibilità:

a) certificato di stato di famiglia, rilasciato in data non antecedente a tre mesi;

b) fotocopia del tesserino di codice fiscale del richiedente;

c) dichiarazione sottoscritta con firma autenticata del richiedente, dalla quale risulta il reddito complessivo lordo del nucleo familiare conseguito nell'anno precedente alla domanda;

d) certificazione rilasciata dalla pubblica autorità competente della verificazione di eventi straordinari ovvero dovuti a caso fortuito, forza maggiore o della sussistenza della malattia o dell'infortunio, ai fini dell'accertamento delle situazioni indicate ai punti 1 e 2 dei criteri di massima;

e) certificato di morte dell'iscritto o del pensionato cui la domanda si riferisce, ai sensi della previsione indicata al punto 3 dei criteri di massima.

 

sub a2), art. 1.

Assegni di concorso alle spese di ospitalità in case di riposo per anziani, cronici e/o lungodegenti, o portatori di handicap.

1. La Cassa corrisponde, a titolo di contributo, assegni a favore dei soggetti indicati all'art.2, comma 2 del presente Regolamento, che trovino ospitalità presso case di riposo pubbliche o private per anziani, cronici o lungodegenti o istituti per portatori di handicap, secondo le risultanze istruttorie conseguenti alle modalità indicate agli artt. 3 e 4 del presente Regolamento.

2. Il beneficio assistenziale concesso dalla Cassa è costituito da contributo sulla spesa sostenuta dal richiedente per retta annuale di dimora in misura non superiore al 75% della stessa retta e, comunque, per importo mensile non superiore a L.1.500.000, rivalutato al valore nominale dell'indice ISTAT, di adeguamento delle pensioni.

3. La formazione della graduatoria delle domande di contributo viene effettuata con criterio inversamente proporzionale all'entità del reddito complessivo dichiarato l'anno precedente dai componenti il nucleo familiare del richiedente, quale indicato dall'art.1 della legge n.153/1988, ammontare che non dovrà comunque essere superiore all'entità del volume d'affari I.V.A. alla quale è commisurato il contributo minimo integrativo di cui all'art.37 del Regolamento di esecuzione, dovuto per l'anno di erogazione dell'assegno di concorso alle spese di ospitalità. A parità di reddito si tiene conto della età più elevata.
 

Documentazione.

La domanda di attribuzione di contributo per spese di ospitalità, in carta semplice, deve essere inviata alla Cassa, nel termine indicato all'art. 3 del presente Regolamento. Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:

a) certificato di stato di famiglia non antecedente a tre mesi;

b) dichiarazione resa con firma autenticata del richiedente dalla quale risulti il reddito complessivo lordo del nucleo familiare conseguito nell'anno precedente alla presentazione della domanda;

c) fotocopia dell'ultima dichiarazione dei redditi ai fini IRPEF presentata dal richiedente, nonché, ove non coincidano i due soggetti, dal beneficiario dell'assegno di concorso alle spese di ospitalità;

d) dichiarazione rilasciata dalla casa di riposo o istituto dalla quale risulti la disponibilità del posto riservato, con indicazione della misura della retta annuale e di quella mensile nonché della effettiva frequenza presenza;

e) dichiarazione di responsabilità del richiedente, resa con firma autenticata, dalla quale risulti che la retta è a completo carico dello stesso e che la stessa non è in parte o integralmente rimborsata da altri enti pubblici o privati;

f) fotocopia del tesserino di codice fiscale del richiedente.

sub a3), art. 1.

Assegni di concorso alle spese per assistenza infermieristica domiciliare.

La Cassa corrisponde, su domanda dei soggetti aventi titolo alla prestazione ai sensi dell'art. 2, comma 1, 1° capoverso, del presente Regolamento, contributi di partecipazione alle spese sostenute per l'assistenza infermieristica domiciliare prestata in conseguenza di eventi di malattia o infortunio di carattere acuto e temporaneo che abbiano colpito i soggetti indicati all'art. 2, comma 1, sempreché il reddito complessivo dei componenti il nucleo familiare, (quale indicato dall'art. 1 della legge 153/1988) dichiarato per l'anno precedente quello di presentazione della domanda, risulti di ammontare non superiore all'entità del volume di affari I.V.A. alla quale è commisurato il contributo minimo integrativo, rivalutato di 15 volte, dovuto dagli iscritti nell'anno di erogazione dell'intervento.

L'erogazione viene effettuata a titolo di concorso nelle spese sostenute per assistenza infermieristica domiciliare prestata ad uno dei soggetti sopra indicati, in conseguenza di malattia, infortunio o altro evento di carattere acuto e temporaneo ivi comprese le patologie di interesse oncologico e da immunodeficienza acquisita.

L'assistenza deve essere prescritta da sanitario e deve essere praticata da personale infermieristico qualificato.

Nella prescrizione sanitaria devono risultare, a pena di inammissibilità della domanda, i motivi necessitanti le prestazioni e la durata della prescritta assistenza domiciliare.

La partecipazione è determinata in funzione del limite del 75% della spesa sostenuta e documentata, avuto riguardo alle tariffe professionali eventualmente vigenti, per un rimborso mensile massimo di L. 1.000.000, rivalutato al valore nominale secondo l'indice ISTAT, per l'adeguamento delle pensioni.

La spesa sostenuta si intende essere al netto di contributi e/o rimborsi ottenuti da altri enti pubblici o privati.

Il contributo di partecipazione alla spesa è limitato ad un periodo massimo di mesi tre e può essere protratto, per ulteriori tre mesi, in casi di particolare gravità ritenuti dal Consiglio di Amministrazione.

Documentazione

La domanda deve essere sottoscritta da chi ha sostenuto la spesa e deve essere accompagnata dai seguenti documenti:

  1. stato di famiglia di data non anteriore a tre mesi;
  2. dichiarazione resa con firma autenticata del richiedente dalla quale risulti il reddito complessivo lordo conseguito dal nucleo familiare nell'anno precedente quello di presentazione della domanda;
  3. certificato sanitario attestante la necessità e la durata dell'assistenza infermieristica domiciliare;
  4. dichiarazione del richiedente, resa con firma autenticata dalla quale risulti che la spesa è a completo carico del richiedente e che la stessa non è soggetta a rimborso o, diversamente, l'indicazione della misura del rimborso ottenuto o da ottenere;
  5. ricevuta rilasciata dal personale che ha prestato l'assistenza infermieristica relativa ai compensi percepiti, con indicazione del periodo e del carattere diurno e/o notturno della prestazione;
  6. fotocopia del tesserino di codice fiscale del richiedente.

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa, valutate le domande presentate ed accertata la sussistenza dei presupposti richiesti, dichiara, di volta in volta, ammissibile il rimborso di parte della spesa sostenuta, determinandone l'importo e disponendone il pagamento in unica soluzione. Nel caso di proposizione di domande contestuali, la graduatoria che si rendesse necessaria viene formata con criterio inversamente proporzionale all'ammontare del reddito complessivo familiare dichiarato.



 

 


 




 

Allegato B

CRITERI PER L'EROGAZIONE DEL TRATTAMENTO DI ASSISTENZA
 

sub b1) art. 1.

Premi per particolari benemerenze sociali e professionali.

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa può attribuire, nei limiti dello stanziamento determinato nel bilancio di previsione, ai soggetti indicati all'art. 2, comma 3 del presente Regolamento, premi di importo unitario pari a L. 5.000.000, per particolari meriti o benemeranze civili, culturali o professionali.

In eccezionali e comprovate situazioni la prestazione suddetta è cumulabile con quella sub a2), ovvero sub a3).

La Cassa provvederà ad acquisire d'ufficio la seguente documentazione, in carta libera:

a) certificato di stato di famiglia rilasciato in data non antecedente mesi tre;

b) fotocopia del tesserino di codice fiscale dell'interessato;

c) documentazione afferente i meriti o le particolari benemerenze che danno titolo alla attribuzione del beneficio.

sub b2) art. 1

Borse di studio

Il Consiglio di Amministrazione attribuisce annualmente a titolo originario agli iscritti e pensionati della Cassa e loro familiari nonché ai superstiti ex art. 54 del Regolamento di esecuzione, borse di studio relative alla frequenza:

-degli anni successivi al conseguimento del diploma di scuola media inferiore e precedenti l'ultimo di istruzione media superiore;

-dell'ultimo anno di istruzione media superiore che abbia comportato il conseguimento del diploma od il superamento degli esami di maturità;

-di facoltà universitarie per la durata legale dei relativi corsi.

I requisiti dello studente, ai fini dell'ammissione alla borsa di studio sono i seguenti:

1- non deve essere stato ripetente nell'anno scolastico precedente a quello in cui è emanato il bando, ovvero essere in regola con il corso di studi universitari;

2- deve avere conseguito la promozione nella sessione estiva, la maturità, il diploma, con almeno la votazione media di 7,50 per le classi della media superiore, di 50/60 per gli esami sostenuti al termine dell'ultimo anno della scuola media superiore. Gli studenti iscritti regolarmente ad un corso universitario, in regola con il piano di studi ufficiali ovvero con quello individuale, approvato dal Consiglio di Facoltà, devono aver conseguito, nell'anno precedente il bando, una media non inferiore ai 27/30;

3- deve appartenere ad un nucleo familiare (quale indicato all'art.1 della legge n.153/1988) i cui componenti abbiano dichiarato, per l'anno precedente, un reddito complessivo di importo non superiore all'entità del volume di affari I.V.A. alla quale è commisurato il contributo minimo integrativo dovuto dagli iscritti alla Cassa nell'anno di assegnazione del beneficio, ai sensi dell'art. 37 del Regolamento di esecuzione, incrementato di L.4.000.000 per ciascun componente oltre i primi due.

Il richiedente deve dichiarare, all'atto della domanda, di non aver beneficiato e di non beneficiare di altre borse di studio, assegni, premi o sussidi, da chiunque erogati, in relazione ai risultati scolastici dello studente cui la domanda si riferisce.

Nel caso di corso universitario non è ammissibile la domanda da parte di già laureati per la iscrizione ad altro corso di laurea.

Documentazione

La domanda di partecipazione al concorso, in carta semplice, deve essere inviata ai sensi dell'art. 3 del presente Regolamento alla Cassa, a pena di inammissibilità, entro il termine stabilito dall'art. 3 suddetto.

La domanda deve essere sottoscritta dall'iscritto o pensionato, o loro familiare, dal superstite, dall'esercente la patria potestà, dal tutore o curatore per i minori.

Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione, a pena di inammissibilità:

a) certificato di stato di famiglia rilasciato in data non antecedente mesi tre;

b) fotocopia del tesserino di codice fiscale del richiedente;

  1. certificato rilasciato dalla segreteria della scuola o università attestante i dati richiesti dal bando (frequenza - votazione - giudizio ecc.);
  2. dichiarazione dell'iscritto o pensionato, o di chi esercita la patria potestà o la tutela sul minore resa con la firma autenticata dalla quale risulti il reddito complessivo lordo del nucleo familiare conseguito nell'anno precedente l'emanazione del bando.

La graduatoria delle domande di partecipazione, che il Consiglio di Amministrazione della Cassa approverà annualmente e distintamente per ciascuna categoria di studenti, viene formata secondo il criterio della precedenza inversamente proporzionale all'ammontare del reddito familiare complessivo costituente il requisito riportato alla lettera d). A parità di reddito complessivo la precedenza è determinata dalla più alta votazione di merito conseguita.

Il Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle domande pervenute ed accolte in relazione alle disponibilità assegnate a ciascuna categoria di borse di studio, può stornare le disponibilità non utilizzate nell'ambito delle diverse categorie, privilegiando, nell'ordine, quelle che dai corsi di studio immediatamente più elevati o propedeutici a quello per il quale le borse bandite non sono state interamente assegnate.

sub b3), art. 1.

Contributo per spese funerarie

La Cassa corrisponde contributi a titolo di partecipazione alle spese funerarie documentate, sostenute dall'iscritto o dal pensionato a seguito di decesso del coniuge, dei figli ovvero dei genitori facenti parte del nucleo familiare quale identificato dall'art.1 della legge n.153/1988.

Tale contributo è corrisposto anche al coniuge ed ai figli superstiti aventi titolo al trattamento di pensione indiretta, o di reversibilità in caso di decesso dell'iscritto o del pensionato, ai sensi dell'art. 54 del Regolamento di esecuzione.

L'importo del contributo è fissato in L.1.500.000 salvo quanto disposto nei casi di commorienza ed è corrisposto nei limiti delle spese documentate effettivamente rimaste a carico dei soggetti beneficiari.

Il contributo, nei limiti prefissati, può essere erogato anche ad integrazione di eventuali altri importi corrisposti allo stesso titolo da altri organismi di assistenza pubblica o privata.

In caso di commorienza di componenti il nucleo familiare dell'iscritto o del pensionato, la Cassa si riserva la facoltà di autorizzare l'erogazione del contributo sino alla concorrenza delle spese documentate e comunque in misura non superiore a L.3.000.000.
 

Documentazione

La domanda di contributo a titolo di partecipazione alle spese funerarie, in carta semplice, deve essere spedita o presentata alla Cassa, a pena di inammissibilità, entro sei mesi dalla data del decesso.

La domanda deve essere sottoscritta da chi ha sostenuto le spese funerarie e, se minore, dall'esercente la patria potestà, dal tutore o dal curatore.

Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:

a) certificato di stato di famiglia riferito alla data del decesso;

b) certificato di morte;

c) dichiarazione dell'iscritto, o del pensionato, o dei superstiti aventi titolo alla pensione indiretta o di reversibilità, resa con firma autenticata dalla quale risulti il reddito complessivo lordo del nucleo familiare nell'anno precedente il decesso;

d) documentazione afferente le spese sostenute, rimaste effettivamente a carico del richiedente;

e) fotocopia del tesserino del codice fiscale del richiedente.

sub b4) e b5) art. 1.

Agevolazioni consistenti in mutui ipotecari per l'acquisto o la costruzione di immobili da destinare a prima abitazioni o a primo studio.

1. I ragionieri regolarmente iscritti alla Cassa con almeno due anni consecutivi di anzianità (anni solari), in regola con il versamento dei contributi previdenziali e con la documentazione dell'esercizio effettivo della professione, sono ammessi alla concessione di mutui ipotecari per l'acquisto o la costruzione di immobili da destinare a prima casa o a primo studio professionale. Tale concessione è ammessa altresì anche in caso di ampliamento o sostituzione degli stessi.

In caso di richiesta per la costruzione, è prevista la possibilità di prefinanziamento a stato di avanzamento dei lavori, purchè su terreno di proprietà esclusiva del richiedente.

2. Possono essere ammesse, altresì, domande inoltrate dai pensionati titolari di trattamento diretto, indiretto e di reversibilità.

3. I mutui vengono concessi nei limiti di importo stabilito annualmente in bilancio, in relazione ai fondi disponibili e subordinatamente, all'approvazione governativa del relativo piano di impiego.

4. L'erogazione dei mutui stessi avviene, di regola, mediante acquisto di obbligazioni fondiarie da Istituto esercente tale tipo di credito ed il quale, previa apposita convenzione, provvede alla preliminare istruttoria tecnico-legale e quindi alla conseguente liquidazione.L'ammortamento può essere effettuato a 10, 15 o 20 anni.

5. I mutui sono concessi a condizione che il reddito denunciato dall'iscritto richiedente nell'anno precedente quello di presentazione della domanda, non superi l'importo massimo di L.150 milioni ed inoltre il richiedente non deve essere nè proprietario pieno nè usufruttario pieno di beni immobili situati nel comune di residenza salvo quanto previsto ai successivi punti 15 e 16.

6. L'importo complessivo di cui sopra viene annualmente rideterminato con lo stesso coefficiente stabilito dalla delibera del Consiglio di Amministrazione di adeguamento delle pensioni erogate dalla Cassa, ai sensi dell'art. 42 del Regolamento di esecuzione, con arrotondamento al milione superiore per importi eccedenti L.500.000= ed al milione inferiore per gli importi al di sotto di L.500.000=.

7. I mutui, a richiesta dell'interessato, possono essere di durata: ventennale, quindicennale o decennale e sono ammortizzati in rate infrannuali comprensive di capitali e di interessi, al tasso ed alle condizioni stabiliti, di volta in volta dal Consiglio di Amministrazione, in occasione dell'acquisto di obbligazioni fondiarie destinate a tale scopo.

8. Il mutuo può essere concesso anche se l'immobile viene intestato pro-indiviso ai soggetti di cui ai punti 1 e 2 e/o ai figli conviventi e/o al coniuge non legalmente separato e in regime di comunione legale.

9. Qualora il regime patrimoniale dei coniugi sia di separazione legale dei beni, il mutuo potrà essere concesso solo per la quota di immobile che l'iscritto intende acquistare, costruire, ristrutturare o, con il consenso del coniuge, sull'intero.

10. L'importo massimo di cui sopra viene annualmente rideterminato con lo stesso coefficiente stabilito per l'adeguamento delle pensioni erogate dalla Cassa, con arrotondamento al milione superiore per importi eccedenti £.500.000.= ed al milione inferiore per gli importi sino a £.500.000.=

11. I mutui possono essere concessi per l'acquisto o per la costruzione di immobile non di lusso (Legge n. 408/49) ivi compresi quelli costruiti da società cooperative, dei quali l'iscritto o il coniuge siano assegnatari definitivi e che il richiedente intende destinare ad abitazione propria od a proprio studio professionale.

I mutui possono essere concessi anche per la ristrutturazione di immobili in proprietà.

12. L'immobile per cui è richiesto il mutuo deve essere ubicato nel comune di residenza (qualora si tratti di abitazione) od in quello ove l'iscritto esercita la professione (nel caso di studio).

Eventuali motivate eccezioni potranno essere valutate dal Consiglio di Amministrazione della Cassa che ha la facoltà di autorizzare deroghe in tal senso.

13. I mutui devono essere garantiti da ipoteca di 1° grado o di grado successivo sugli immobili da acquistare o da costruire o da ristrutturare salve le determinazioni dell'ente mutuante.

14. Il mutuo finalizzato all'acquisto, può essere concesso solamente nel caso in cui l'acquisto medesimo sia comprovatamente intervenuto dopo la presentazione della domanda.

Per i mutui richiesti per costruzione o ristrutturazione, valgono le norme vigenti per gli istituti di credito fondiario ed edilizio, ferma restando la percentuale di cui al punto 10.

15. I mutui non possono essere concessi agli iscritti che siano proprietari di altro immobile idoneo, oltre la prima casa, nel caso che il mutuo sia richiesto per lo studio o viceversa.

16. L'iscritto che ha beneficiato di mutuo concesso dalla Cassa, può richiederne un altro, fermi restando, per entrambi, il limite massimo di cui al punto 10 e le destinazioni di cui al precedente punto 15.

Subordinatamente alla disponibilità di fondi, il predetto limite massimo di cui al punto 10, può essere dal Consiglio di Amministrazione elevato del 50% nel caso in cui il successivo mutuo occorra per l'acquisto del primo studio, nell'ipotesi che il precedente sia stato utilizzato per l'acquisto della prima casa o viceversa.

Il Consiglio di Amministrazione è tenuto a comunicare annualmente, in sede di approvazione del bilancio consuntivo, l'elenco completo dei nominativi dei beneficiari dei mutui in oggetto, specificando se si tratti di prima o di seconda concessione.

17. Durante il periodo di ammortamento del mutuo l'immobile non può essere locato o alienato.

Qualora l'immobile sia destinato a studio professionale il Consiglio di Amministrazione, ad istanza dell'interessato, può autorizzarne la locazione a studio associato del quale l'intestatario sia socio.

18. La domanda per la concessione del mutuo deve essere corredata, a pena di irricevibilità, di tutta la documentazione necessaria per l'istruttoria tecnica e legale della pratica e delle informazioni che la Cassa richiederà e che devono essere contenute in apposita dichiarazione di responsabilità, con firma autenticata del richiedente.

19. Le domande di mutuo devono essere corredate, a pena di inammissibilità, di:

a) stato di famiglia di data non anteriore a tre mesi;

b) dichiarazione, resa con firma autenticata del richiedente dalla quale risulti il reddito complessivo lordo del nucleo familiare (quale indicato dall'art.1 della legge n.153 del 13 maggio 1988), conseguito nell'anno precedente la presentazione della domanda;

c)fotocopia dell'ultima dichiarazione dei redditi ai fini IRPEF presentata dal richiedente, dal coniuge e dagli altri membri del nucleo familiare;

d) fotocopia del tesserino di codice fiscale del richiedente;

e) in caso di acquisto, fotocopia del contratto preliminare;

f) in caso di costruzione, fotocopia dell'atto di acquisto del terreno;

g) in caso di ristrutturazione, fotocopia dell'atto di acquisto;

h) dichiarazione sotto propria responsabilità' di essere in regola con i versamenti contributivi alla Cassa, e di non possedere immobili nel Comune di residenza;

i) dichiarazione sotto la propria responsabilità di non possedere immobili nel Comune di residenza.

20. L'inoltro delle domande di mutuo all'Istituto erogante è autorizzato con ordinanza del Presidente, previo accertamento della Direzione Generale del possesso dei requisiti.

21. Il Presidente della Cassa, con propria ordinanza, può disporre per gravi e fondati motivi, la sospensione della trasmissione della domanda all'Istituto erogante ai fini del riesame da parte del Consiglio di Amministrazione.

22. Trascorsi 18 mesi dalla data di comunicazione da parte della Cassa della concessione del mutuo, senza che il relativo contratto sia stato stipulato per cause non imputabili né alla Cassa né all'Istituto mutuante, la concessione è revocata d'ufficio. Del provvedimento adottato il Presidente è tenuto a dare comunicazione al Consiglio di Amministrazione nella prima riunione utile.

 
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